Marie Curie: una Donna Straodinaria!

Giovedì scorso è uscito al cinema il film “Marie Curie”, della regista Marie Noëlle.

Purtroppo, a causa del Coronavirus, non possiamo consigliarvi di andarlo a vedere perché si deve restare a casa, ma vogliamo raccontarvi la vita di questa donna eccezionale, che ha segnato la storia della scienza e della medicina e che, soprattutto, ha aperto nuove porte alle donne, per cose che fino ad allora erano impensabili.

Maria Salomea Skłodowska nacque a Varsavia il 7 novembre 1867, nella Polonia russa. Figlia di un professore di matematica e fisica, Marie, in tempi molto lontani dalle conquiste in ambito femminile, aveva deciso sin da piccola che sarebbe diventata una scienziata. Ma l’idea che una donna potesse intraprendere la carriera scientifica era inconcepibile per quel tempo, tanto che l’Università di Varsavia era interdetta alle donne.

Marie fu costretta a lavorare per otto anni come precettrice e istitutrice, per poter sostenere le spese universitarie fino a che si trasferì con la sorella in Francia, e fu accettata alla Sorbona, il prestigioso ateneo parigino, dove si laureò in fisica e matematica.

L’insegnamento universitario era precluso alle donne, ma grazie al suo genio, le fu permesso di tenere delle lezioni solo in particolari casi, cosa che ovviamente fece scalpore. Qui conobbe Pierre Curie, scienziato anche lui, con cui si sposò. Marie, tuttavia, non rinunciò alla sua indipendenza e decise di tenere anche il suo cognome, Marie Curie Sklodowska, per sottolineare, a se stessa e agli altri, che la realizzazione, che altre donne erano costrette, compiacenti o rassegnate, a cercare nel matrimonio e nella maternità, lei la cercava nel suo lavoro.

Nel 1987 iniziò a studiare la radioattività, per cui fu insignita del premio Nobel per la fisica nel 1903, assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel. Fu la prima donna al mondo a ricevere questo ambito premio.

Pochi anni dopo, nel 1911, conquisterà il secondo Nobel: questa volta da sola, per la chimica, grazie alla scoperta del radio e del polonio (chiamato così in onore del suo paese). Fu, non solo la prima donna a ricevere due Nobel in materie diverse, ma la prima persona al mondo (compresi gli uomini) ad essere arrivata a tanto.

E come se ciò non bastasse, fu anche la prima donna ad ottenere una cattedra alla prestigiosa università Sorbona, privilegio fino ad allora concesso solo agli uomini.

Marie non sorprese solo per i suoi risultati lavorativi, ma anche per la sua vita privata. Nel 1911, infatti, intraprese una relazione con lo scienziato Paul Langevin. La relazione divenne scandalosa per il fatto che Langevin era padre di quattro figli e il suo matrimonio andò all’aria a causa di questa avventura. La storia d’amore tra la vedova Curie e lo sposato Langevin causò una protesta pubblica tale che l’Accademia svedese, sul punto di assegnarle il secondo premio Nobel, ebbe dei ripensamenti.

Malgrado la stampa dell’epoca la attaccasse continuamente, l’Accademia alla fine le assegnò lo stesso il premio, con il consiglio di non partecipare alla cerimonia. Marie, che non si era mai fatta fermare fino ad allora, non si fece intimidire nemmeno stavolta si presentò a ricevere il premio che le spettava.

Di quegli anni scriveva: “Vi sono stati momenti che conterò senza dubbio tra i più crudeli della mia vita. Io sento ogni cosa molto violentemente, con una violenza fisica, e poi mi scuoto, la vigoria della mia natura riprende il sopravvento, e mi sembra d’uscire da un incubo […] Primo principio: non lasciarsi abbattere né dagli esseri né dagli avvenimenti”. E infatti non si fece travolgere dalle diffamazioni e dallo scandalo.
Determinata a vedere riconosciuti i propri meriti, continuò a lavorare ancora con maggiore impegno e si batté con coraggio e tenacia per l’eguaglianza di genere e per l’emancipazione delle donne e dei popoli.

Oltre alle scoperte scientifiche, si adoperò in prima linea con la Croce Rossa durante la prima guerra mondiale. Progettò impianti autotrasportati, chiamati “petite Curie”, che gestiva sul campo di battaglia e assisteva i feriti, facendo esami radiologici. Le sue ambulanze vennero emulate da tutti gli eserciti degli altri paesi belligeranti e permisero di salvare moltissime vite.

Negli ultimi anni della sua vita, fu colpita da una grave forma di anemia aplastica, a causa delle lunghe esposizioni alle radiazioni di cui, all’epoca, si ignorava la pericolosità. Ella stessa, nei suoi diari, raccontava che di notte aveva l’abitudine di recarsi col marito in laboratorio per contemplare i bagliori che provenivano dalle provette contenenti il radio: ”uno spettacolo incantevole e sempre nuovo. I tubi luminosi brillavano di luci di fate, di fantasmi”.

Morì nel sanatorio di Sancellemoz di Passy in Alta Savoia, nel 1934. Fu sepolta in una bara di piombo per evitare la dispersone di elementi radioattivi, ancora oggi alcuni suoi manoscritti sono conservati in scatole piombate e i suoi ricettari di cucina si sfogliano indossando una tuta protettiva.

Marie Curie fu, non solo una delle più grandi scienziate di tutti i tempi, ma anche una donna tenace che non si fece fermare dalle imposizioni che le donne subivano, una donna coraggiosa, che visse la sua vita privata, seguendo il suo cuore, fregandosene delle pressioni sociali, una donna valorosa, che si prodigò in prima linea nel fronte di guerra per salvare vite.

Marie Curie: l’influencer che vorrei.

A questa donna straordinaria abbiamo dedicato una linea di design: tazze, quaderni, borse, ecc., affinché il suo esempio vi possa ispirare e la sua tenacia vi possa accompagnare in ogni momento della vostra vita, soprattutto in quelli più difficili, per non demordere e andare avanti, proprio come ha fatto lei: “Dobbiamo credere di essere dotati per qualcosa e che questa cosa debba essere ottenuta.”

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Tazza Marie Curie


Quaderno Marie Curie

Astuccio Marie Curie

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