Le sfide sessiste di Zoo di Radio 105

“Scarpe da Zooccola” “Gnagnaday” “Tettemoto” le challenge sessiste di Zoo di Radio 105 per avere like.

“Le mie scarpe da Zooccola” – mostrarsi in posizioni sexy, ad esempio con le gambe aperte, e i tacchi alti.

“Sexy Tafazzi challenge” – sbattersi una bottiglia in mezzo alle gambe (sì, proprio lì) semi nuda.

“Gnagna day” – mostrare il lato B con scritte fatte col rossetto.

“Tettemoto” – far ballonzolare il seno con scritte fatte col rossetto.

Queste sono alcune delle challenge (sfide) per le donne, per guadagnare qualche like, lanciate dal profilo Instagram del programma radio Zoo di 105.

Premetto che a me non piace la parte della bigotta, sono a favore della libertà sessuale, del libero arbitrio e della realizzazione di sé stessi secondo le proprie inclinazioni e gusti.

Tuttavia vedendo queste “challenge” e vedendo il modo in cui molte donne si prestano e i commenti dei vari uomini arrapati sotto le loro foto e video, qualche pensiero mi viene.

Commenti degli uomini sotto le challenge.

Io qui faccio sinceramente fatica a vedere auto-determinazione delle donne.

Io qui, purtroppo, vedo oggetti sessuali in cerca di like.

Più che auto-determinazione, vedo auto-svilimento.

Vedo donne che danno valore a sé stesse sulla base della loro capacità di far arrapare gli uomini.

Vedo un modello di donna che per sentirsi valevole ha bisogno di mettere in mostra il sedere e il seno, non di certo il cervello.

Vedo donne svuotate da un senso di identità, di personalità, che rincorrono i modelli di donne presenti nei vari film e programmi trash, che mercificano le donne e che purtroppo hanno un enorme successo in Italia da qualche decennio ormai.

E la cosa più triste di tutte? Vedo ragazzine di 10/11 anni che inseguono questi modelli. Che sperano “da grandi di diventare così”. E lo scrivono sotto le foto dell’influencer di turno che mette il lato B in mostra con frasi pseudo-filosofiche / pseudo-motivazionali, ovviamente per i soliti like.

Vedo queste ragazzine che mettono foto semi nude in atteggiamenti troppo sexy per la loro età (11-13 anni) con altrettanti discorsi sulla “libertà di essere sé stesse”, pubblicate nei loro social, per attirare attenzione e like.

E quando vedo queste cose, mi chiedo: ma è giusto tutto ciò?

Quando chiedo rispetto per le donne, chiedo questo?

Ripeto, non voglio passare per bigotta, ma la risposta, per me, è no.

Io credo che la donna debba tirare fuori idee, pensieri, creatività, farsi valere per la sua personalità, non per il suo corpo.

Credo che la donna debba valere al di là del numero di uomini che riesce ad arrapare.

Credo che la donna debba perseguire obiettivi più elevati, che non sia far ballonzolare il proprio seno per pubblicarlo nei social.

E se è pur vero che tutte abbiamo inclinazioni diverse, credo comunque che tutte noi possiamo ambire a qualcosa di più di questo.

E soprattutto, credo che questa iper-sessualizzazione della donna sia un esempio estremamente sbagliato per le giovani ragazze, che a 11 anni, in molte, già si atteggiano come vamp consumate.

Donne, Amiche, riprendiamoci il nostro spazio interiore, non siamo oggetti sessuali nate per il piacere degli uomini, siamo molto, ma molto più di questo.

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