“La bellezza capita”

“La bellezza capita” dice Diletta Leotta dal palco dell’Ariston, in mondo visione a Sanremo.


“Il fratello chirurgo capita” risponde impietoso il web e si mostrano le sue foto prima della chirurgia estetica, durante la sua trasformazione e il risultato finale.


Si può notare di come sia cambiata completamente: zigomi, bocca, occhi, mento, capelli, seno, notevole perdita di peso e probabilmente sedere più alto e sodo.


Praticamente non c’è niente di come la natura l’aveva fatta, ma c’è tanta chirurgia, parrucchiere, trucco, dieta ferrea e palestra.


Posto che una donna è libera di fare ciò che vuole col proprio corpo e il body shaming (ossia insultare una persona per il suo aspetto fisico) è sempre sbagliato, qui vogliamo parlare di altro: la corsa alla “perfezione estetica” secondo i canoni imposti per le donne.


Diletta ha modificato completamente il suo viso e il suo corpo, ricorrendo alla chirurgia e sicuramente sottostando a regimi alimentari rigidi ed esercizio fisico intenso.


Dopo questo suo “allinearsi” ai canoni estetici è diventata famosa ed è emersa nell’immaginario collettivo, soprattutto quello maschile, come oggetto di desiderio.


Premetto che io non ho mai visto un suo programma, ne avevo sentito parlare solo attraverso i meme che girano sul web in cui la vedono protagonista delle battute più becere degli uomini, arrapati per il suo aspetto.


Ho letto in qualche articolo sul suo intervento a Sanremo che è una ragazza simpatica e spigliata. Io non avendola mai sentita parlare, non posso giudicarla su questo ma lo do per vero.


A Sanremo i conduttori sono Amadeus e Fiorello, entrambi sono vicini ai 60 anni, si vede che non sono più giovincelli, hanno i loro segni dell’invecchiamento, come è giusto che sia alla loro età.


Non sono mai stati considerati degli adoni e sono emersi nello spettacolo solo per la loro spigliatezza e la loro simpatia.


Diletta no. E come lei praticamente tutte le altre donne che lavorano nello spettacolo.

La spigliatezza e la simpatia di Diletta non erano sufficienti per farla lavorare in TV. Ha dovuto modificare completamente il suo aspetto fisico, allineandosi ai canoni previsti per ciò che viene considerata oggi “bellezza” (ricordiamo che la bellezza cambia nel tempo e nei diversi luoghi del mondo, non è assoluta, ma segue mode e tradizioni culturali).


Facendo una rapida panoramica dei conduttori maschi italiani, praticamente tutti hanno buone capacità comunicative, ma di “belli” che fanno “arrapare” le donne, ce ne sono pochi. Su tutti Alberto Angela, che però non è là per il suo aspetto, ma perché è proprio bravo. A lui la bellezza è capitata davvero e se fosse stato meno bello sicuramente avrebbe comunque condotto quel programma perché è preparato.


Guardando invece le conduttrici italiane, sono tutte “bellissime”, quelle che hanno avuto l’“indecenza” di invecchiare sono ricorse a drastiche pratiche di “taglia e cuci” per nascondere quelle “orribili” rughe che la natura ha portato nei loro volti.


Perché è così: le donne non possono invecchiare, le donne non posso essere “brutte” e per brutte, ovviamente si intende non allineate con i canoni estetici imposti. Le donne devono sempre e comunque essere oggetto di desiderio per gli uomini.


Alle donne “brutte” al massimo è concesso di fare le comiche, allora quello va bene, perché si sa, le donne “brutte” fanno ridere, mentre quelle “belle” devono fare arrapare e basta.


Tant’è vero che la TV nostrana è piena di vallette bellone che non sanno parlare, non sanno muoversi e non hanno niente di speciale, ma nonostante ciò sono là, a fare le donne oggetto per il giubilo dei maschietti e per ricordare a noi donne che valiamo solo se siamo “belle” e giovani.


Basti pensare anche a Rula Jebreal, ha parlato di un tema importantissimo come la violenza sulle donne e com’é? Una donna bellissima.


Una donna “brutta” magari che ha vissuto le stesse drammatiche esperienze di Rula, sarebbe salita sul palco dell’Ariston per parlare a tutti della violenza sulle donne?


Temo proprio di no. Una donna “brutta” non la vuole vedere nessuno.


Questo è il grandissimo problema per le donne in Italia.


Non è la bellezza o il fratello chirurgo che capita il problema, ma il fatto che la bellezza ti sia imposta per fare un certo tipo di lavoro, non importa quanto tu sia brava, preparata, spigliata, simpatica.


Tu, donna, DEVI essere bella. E se non lo sei, non vali nulla.


Questa imposizione genera un enorme complesso a tutte le donne, e così via a spendere cifre assurde per essere belle, chirurgo, creme, estetiste, parrucchieri, trucchi, rinuncia al cibo, palestra assidua e massacrante.
Una vita spesa a rincorrere il mito della “bellezza”.


È ora di dire basta. Basta imposizioni. Lasciateci essere come siamo per davvero. Lasciateci invecchiare. Lasciateci mangiare la giusta quantità di cibo ed essere sane, non sottopeso come piace a voi. Lasciateci fare lo sport che ci piace ed è salutare per noi, non esercizi faticosi solo per avere i glutei alti che arrapano tanto i maschietti.


E non fateci credere che lo facciamo per noi stesse. Che noi in casa stiamo truccate e in pigiama e ci andiamo bene così.


Noi siamo costrette a renderci “belle” perché ce lo imponete tutti i giorni in TV, nei giornali, nelle pubblicità. Ci fate sentire sbagliate se non abbiamo la quinta di reggiseno e allo stesso tempo due gambe lunghe e magrissime.

Liberiamoci da questo schiavismo estetico a cui la società patriarcale ci ha impietosamente condannate.

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