Donne e lavoro in Italia: la parità è ancora lontana

Qual è il ruolo delle donne in Italia? L’indagine sull’occupazione femminile rileva la mancanza di parità tra i generi.



Questa è l’indagine promossa dal Laboratorio Futuro dell’Istituto Toniolo: nel 2020, in Italia, le donne sono ancora tra i soggetti più deboli del mercato del lavoro.

Tasso occupazione femminile in Europa – Tabella del Corriere della Sera.

Le donne italiane sono più istruite degli uomini e rappresentano il 60% dei laureati. Tuttavia ricoprono meno posizioni nei lavori a più alto reddito, e l’Italia è tra gli ultimi posti nella classifica del tasso di occupazione femminile in Europa (49,5%), dopo Romania, Croazia e Serbia.

Occupazione femminile in Italia – Tabella Corriere della Sera.


La cosa più anacronistica? La concezione del ruolo della donna come madre: la donna vuole stare a casa coi figli, una madre che lavora non può avere un buon rapporto coi figli e il padre non è bravo quanto la madre a prendersi cura dei figli. Stereotipi questi duri a morire in Italia, soprattutto se confrontati con i paesi del nord Europa, dove la parità di genere è molto più evoluta.

Come viene visto il ruolo della madre in Italia – Tabella Corriere della Sera.

Il lockdown dovuto al Coronavirus e lo smart-working hanno dimostrato quanto la donna abbia un carico di lavoro molto superiore, dovendo gestire non solo la propria professione, ma anche la famiglia (per il 74% delle donne italiane non c’è nessuna condivisione con il partner – vedi il nostro articolo in merito, qui).

Per sradicare questi stereotipi e dare davvero pari opportunità alle donne è necessario riorganizzare i modelli lavorativi e le politiche sociali, offrendo servizi necessari alla gestione familiare, per non scaricare tutto il peso sulle donne. Servono più asili nido a prezzo sostenibile, più servizi all’infanzia, congedi obbligatori e prolungati per i padri che contribuiscano a redistribuire gli oneri e a riequilibrare i costi del lavoro tra i generi. È necessario permettere alle donne di lavorare e progredire nella carriera senza tutti gli ostacoli che ancora ci sono e sono evidenti alla nascita dei figli. Bisogna utilizzare lo smart-working e la flessibilità dei congedi, pareggiare le remunerazioni, monitorare delle carriere, ma soprattutto cambiare la mentalità che vede la donna l’angelo del focolare e l’uomo incapace di gestire la famiglia.

Basta tenere le donne ai margini.

Vogliamo pari opportunità.

Fonte: Corriere della Sera.



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