“Se fai vedere il seno, bevi gratis”

Questo il cartello esposto in un bar di Treviso, affisso sullo spillatore della birra da qualche anno.
“Noi non siamo un locale normale e come tale proponiamo dei giochi per le nostre bellissime e simpaticissime clienti.

Vuoi il numero del barista? Ordina 5 shot.

Se baci il barista, 5 shot in omaggio.
Se fai vedere il seno, vinci:
se hai la prima = uno shot
se hai la seconda = due shot
se hai la terza = tre shot
se hai la quarta = quattro shot
se hai la quinta = cinque shot e l’applauso dei presenti!
Se hai la retro offri tu a noi.
Poi, se sei così brava da portarti a casa il barista, avrai shot gratis per una settimana.
Se te la tiri, ricorda che le altre ce l’hanno come te e vai a fanc*lo!”.

Cosa sono le donne secondo questo cartello? Corpi da giudicare e oggetti sessuali pronti a donarsi in cambio di uno shot del valore di 2.50 euro.

Questo valiamo, pochi euro, niente più.

E se solo proviamo a lamentarci, non è che lo facciamo perché abbiamo una dignità da difendere, no, è perché “ce la tiriamo”. Perché una donna che non la dà é una donna che se la tira, non una che ha amor proprio e sceglie chi vuole nella sua vita.

Una donna non può scegliere, la deve dare a chiunque gliela chieda, senza lamentarsi, perché se si lamenta se ne vede andare a fanc***!

Questo cartello è là da anni, chissà quanti uomini e donne lo hanno visto e nessuno ha mai detto niente. È stato uno psicoterapeuta, Andrea Sales, andato in quel bar per caso, che ha denunciato questo cartello disgustoso nel suo profilo di Instagram.

Ordina qualcosa da mangiare e va in bagno, quando torna trova il cibo. Prima di iniziare a mangiare, vede il cartello e scrive nel social network: “Resto in silenzio, attonito. Basito. Guardo in faccia il titolare. Giovane. Atletico. Cupo. Penso a quanto stiamo cadendo in basso, penso a che degrado generiamo ogni giorno. La squalifica per la donna è disarmante, nelle parole di questo deficiente. La squalifica misurata addirittura per taglia di reggiseno o per disponibilità sessuale. E questo deficiente pensa pure di essere simpatico”.
A quel punto Salas lascia il cibo e se ne va: “Poso il bicchiere, i tramezzini sono lì. Intonsi. Come intonse sono le funzioni cerebrali superiori di questo deficiente. Dal latino”, scrive, “… non si accorge minimamente che in queste sue parole c’è una forma di violenza così sottile da diventare uno stupro lento e continuato. A cui ci si abitua. Silenziosamente”.
“La domanda con cui esco dal locale è potente: ‘Perché nessuno degli avventori di questo locale ha mai detto nulla? Perché devo essere io il primo a denunciare questo degrado intellettuale? Il ‘cartello’ è evidentemente appeso da tempo, perché nessuno ha mai sollevato la questione? La dignità della donna non vale più nulla?”. Queste le parole di Andrea Salas, che devono far riflettere.
Pensavo si fosse toccato il fondo ieri, con la foto delle donne nude usate da un quotidiano italiano per un articolo sul calcio, ma oggi si scende ulteriormente in basso.

Non solo per il cartello, ma anche perché per anni, questo cartello, di fronte a tantissimi uomini e donne, non è stato altro che una cosa normale, probabilmente simpatica.

La donna vista come oggetto sessuale in vendita, che può essere anche derisa per il suo aspetto (se ha poco seno è lei che deve pagare) e se si lamenta è lei ad essere comunque in torto e deve andare a fanc***. Questa, in Italia, è la normalità.

Ci stiamo battendo per punire pesantemente questo sessismo. Questo bar deve essere multato. Come pure il quotidiano che ha messo quella foto oscena di ieri (vedi articolo qui.)

Non esistono leggi ad oggi che puniscano gli insulti sessisti. Lo abbiamo proposto nella nostra petizione, in aggiunta a massicce campagne di sensibilizzazione per il rispetto per le donne. Aiutateci a diffonderla e a firmarla: http://bit.ly/2MJwksP

Unite, si può!

Ihaveavoice non ha scopo di lucro, aiutaci a sostenere le nostre iniziative con una donazione, anche la più piccola può fare la differenza!
Donare è facile, clicca qui sotto sul pulsante di PayPal!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Inizia ora
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: