APPROVATA LA MOZIONE IN DIFESA DEI MINORI.

«Molto spesso, intorno a minori vittime di violenza, si creano vere e proprie barriere di omertà in cui parenti, vicini e compagni di classe, pur essendo a conoscenza degli episodi di violenza, maltrattamenti e abusi, decidono di non denunciare l’accaduto alle autorità competenti». Queste le motivazioni della mozione.

In provincia di Napoli, un bambino di sette anni è stato picchiato fino alla morte dal compagno della madre, mentre la sorella di 8 anni è stata ricoverata in gravissime condizioni.

Una bambina di 22 mesi è stata picchiata selvaggiamente, quasi a morte, dal compagno della madre, in provincia di Roma, perché piangeva troppo.

A Frosinone, un bambino di due anni e mezzo è stato assassinato dalla madre, in quanto mentre stavano facendo una passeggiata vicino casa il piccolo si lamentava troppo.

A Padova, un bimbo di cinque anni è stato narcotizzato dalla mamma per ucciderlo e intercettata dai carabinieri mentre era in auto con lui e bloccata prima della tragedia.

A Novara, un bambino di 20 mesi è stato ucciso da «una violenza inaudita, non degna di un essere umano», come l’ha definita il procuratore Marilinda Mineccia, che ha disposto il fermo della madre e del compagno di lei.

A Milano, un bambino di due anni è stato picchiato fino ad essere ucciso dal padre.

A Varese, una bambina di dieci anni ha subito violenze dal padre mentre la madre assisteva alla scena.

E la lista non finisce qui purtroppo.

Finalmente la Camera ha approvato una mozione, presentata dall’onorevole Maria Spena (FI), per sollecitare iniziative volte a prevenire e contrastare la violenza sui minori .

Oltre agli episodi drammatici sopra citati, la mozione ricorda anche «il caso di Bibbiano (Reggio Emilia) in cui è stato ricostruito un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro finalizzato ad allontanare i bambini dalle famiglie di origine per collocarli in affido retribuito ad amici e conoscenti e sottoporre i minori ad un programma psicoterapeutico. Si consideri che tra gli affidatari risultano anche persone con problematiche psichiche e con figli suicidi. A ciò si aggiungono anche due casi di abusi sessuali presso le famiglie affidatarie e nella comunità, successive all’illegittimo allontanamento».

La mozione afferma che la violenza ai danni dei minori «costituisce un fenomeno, purtroppo, in larga parte ancora sommerso, soprattutto quando si parla di maltrattamenti in ambito familiare, ed è stato per troppo tempo sottovalutato nel nostro Paese. L’emersione del fenomeno è possibile solo favorendo strategie volte a spingere bambini e adolescenti a denunciare gli abusi».

Gli operatori dei servizi per minori che, anziché accompagnare con delicatezza i bambini a svelare la drammatica esperienza che vivono, si inventano abusi per tornaconto personale o per qualsiasi altro motivo sono evidentemente da condannare duramente. Tuttavia, non è giusto condannare tutti gli operatori per alcune mele marce. La maggior parte degli assistenti sociali e degli psicologi fa il loro lavoro con dedizione e professionalità.

Questa vicenda deve far capire che c’è bisogno di controlli ancora più rigorosi per tutte le professioni che hanno a che fare con i bambini, per garantire il massimo della sicurezza.

“È fondamentale l’intervento di personale altamente qualificato; in particolare, sarebbe opportuno prevedere centri di ascolto scolastico e forme di aiuto e assistenza psicologica da parte di specialisti e una formazione adeguata di tutto il personale scolastico, ritenuto che è ancora oggi insufficiente la propensione di dirigenti scolastici e personale docente a segnalare alle autorità preposte fatti o comportamenti che possano essere riconducibili ad episodi di violenza consumata in ambito intrafamiliare”, si legge nella mozione.

Inoltre, occorre supportare «gli sforzi dei Governi per sviluppare politiche volte a prevenire la violenza, attraverso programmi concreti quali i corsi sulla genitorialità e le iniziative idonee a far emergere la violenza domestica».

Si richiedono politiche educative e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, degli operatori delle comunità scolastiche, dei medici e psicologi di base e delle famiglie, incrementando negli stessi la capacità di riconoscere gli indizi di condotte abusive e violente, con particolare riguardo a quelle perpetrate ai danni dei minori con disabilità; di incrementare gli strumenti investigativi in dotazione alle forze dell’ordine per il contrasto dell’abuso sessuale in danno delle persone di età minore, con particolare riguardo alla realizzazione di tali condotte tramite internet e i social network; di potenziare le attività dei servizi sociali nella formazione degli operatori sociali; di assumere iniziative volte a rafforzare e potenziare i controlli, all’interno del percorso di affidamento, delle case famiglia e dei centri per l’infanzia, per verificare la qualità dei servizi e il benessere dei minori; di assumere iniziative normative al fine di prevedere che i condannati in via definitiva per reati sessuali e maltrattamento in danno a minori, o per adescamento, siano interdetti dallo svolgimento di qualunque tipo di attività tale da comportare contatti diretti e regolari con bambini e ragazzi.

Siamo felici che finalmente siano stati mossi i primi passi per fare una legge per contrastare l’abuso sui minori. Siamo felici che alcuni dei punti sollevati nella nostra petizione siano stati presentati in questa mozione.

C’è ancora molto da fare, non solo per i minori, ma anche per le donne.

Vi chiediamo ancora di aiutarci a firmare e diffondere la nostra petizione, per contrastare il sessismo e le violenze contro le donne e i bambini: http://bit.ly/2MJwksP

Unite, si può!

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