“NON SI PUÒ MORIRE PER QUALCHE SCOP*** CONTROVOGLIA”

“NON SI PUÒ MORIRE PER QUALCHE SCOP*** CONTROVOGLIA”

“TI LAVI E PASSA TUTTO”

Questi commenti a dir poco spregevoli contro la decisione di Noa di lasciarsi morire.

Al di là dell’opinione sulla sua scelta (che dovrebbe restare comunque a lei e nessuno dovrebbe permettersi di giudicare), la cosa più disgustosa di questi commenti è come costui considera uno stupro fatto ad una bambina di 11 anni: “solo sesso controvoglia”.

Qui non si tratta di una fidanzata o di una moglie che decide di accontentare il compagno, nonostante sia stanca, qui si tratta di una bambina innocente, presa non da uno, ma da ben tre esseri schifosi, che l’hanno sottoposta ad una brutale violenza carnale, impadronendosi del suo corpicino ancora vergine, e purtroppo, non solo di quello, ma soprattutto della sua anima, dilaniata per sempre da quel macigno che la schiaccia, da quell’orrore che si impossessa della sua mente, dei suoi ricordi, delle sue emozioni, dei suoi pensieri.

Non basta una doccia per dimenticare, per cancellare quello schifo, quel senso di disgusto, quella vergogna, quella sporcizia che ci si sente addosso.

Non basta una seduta dallo psicologo, una terapia antitrauma, un’ipnosi. Possono forse allievare il dolore, aiutare a sopportare, per chi è forte, ma non si cancella niente, mai.

Rimane sempre un veleno dentro, che scorre nelle vene e intossica l’anima. 
Rimane quel senso di essere stata violata nel proprio intimo, usurpata.

Rimane quella mancanza di fiducia nel prossimo, quel senso di pericolo che farà sempre avere paura, quello strano rapporto di odio per il proprio stesso corpo che non si sente più come proprio, perché qualcun altro ha deciso di appropriarsene, lacerandolo per sempre.

Rimane la rabbia, l’odio, il disgusto, la paura, per sempre. Come un seme cattivo che cresce ed è impossibile da estirpare.

Alcune, le più fortunate, imparano a conviverci.

Altre continuano a vivere una vita non vita. Come uno zombie che cammina, private delle loro emozioni.

Com’è possibile che certi uomini possano pensare che sia “solo sesso controvoglia” e che “con una doccia passa tutto”?

Questa è la cultura dello stupro: pensare che obbligare una donna a fare sesso contro la sua volontà non sia grave, perché “é solo sesso”.

Secondo costui, è la donna che deve capire che é “solo sesso” e farsela passare, non è l’uomo a dover capire la gravità estrema di questi atti.

Non sappiamo chi sia costui (che non si merita di essere chiamato uomo), non sappiamo quanti anni abbia, ma è chiaro che siano necessarie delle forti campagne di sensibilizzazione contro le violenze sulle donne. C’è ancora una cultura troppo maschilista in Italia che vede le donne come oggetti da usare, corpi senza anima.

Tutta questa settimana l’abbiamo dedicata a Noa e alla nostra petizione, che abbiamo lanciato spinti dall’orrore che abbiamo provato per la sua storia, affinché nessuna/o bambina/o e nessuna donna debba mai più subire una cosa del genere.

È una battaglia lunga, che richiede impegno e chiediamo il vostro aiuto per firmare e diffondere il più possibile la nostra petizione #maipiùNoa per contrastare pedofilia e stupri: http://bit.ly/2MJwksP

Grazie a voi che ci sosterrete.

Unite, si può!

Ihaveavoice non ha scopo di lucro, aiutaci a sostenere le nostre iniziative con una donazione, anche la più piccola può fare la differenza! 
Donare è facile, clicca qui sotto sul pulsante di PayPal!

(Immagine presa dalla pagina Abbatto i Muri)

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