L’abito “femminista” di Natalie Portman agli Oscars

Natalie Portman, ieri sera, durante la cerimonia degli Oscar, ha indossato una cappa nera con ricamati in oro i nomi delle registe che non sono state candidate all’ambito premio:

Lorene Scafaria (‘Hustlers – Le ragazze di Wall Street’)

Lulu Wang (‘The Farewell’)

Greta Gerwig (‘Piccole donne’)

Marielle Heller (‘A Beautiful Day in the Neighborhood’)

Melina Matsoukas (‘Queen & Slim’)

Alma Har’el (‘Honey Boy’)

Céline Sciamma (‘Ritratto della giovane in fiamme’)

Mati Diop (‘Atlantics’).


“Volevo dare un riconoscimento alle registe di cui non è stato riconosciuto l’incredibile lavoro di quest’anno”, ha dichiarato l’attrice.



Già due anni fa ai Golden Globe, Natalie aveva presentato le candidature a Miglior Regista dicendo: “Here Are the All-Male Nominees”, ecco qui i candidati “tutti maschi”, per rimarcare il fatto che le donne sono estremamente sotto rappresentate in questa categoria.

Ad oggi, solo cinque donne hanno ricevuto la nomination come miglior regista agli Oscars e solo una, Kathryn Bigelow, ha vinto.

Numeri che non lasciano scampo a nessuna scusante: il lavoro delle donne non riceve ancora il meritato riconoscimento.

E come se tutto questo non fosse abbastanza triste, ecco i commenti delle donne italiane alla notizia:



“Abito femminista??” con risatine di scherno, dice Camilla.

“Avranno snobbato anche registi uomini, ha ricamato anche quelli?” Dice Patrizia, forse non sapendo che nella storia sono stati premiati praticamente solo uomini.

“Le femministe sono un caso curioso, pretendono la parità dei diritti, rinunciando, di fatto, alla loro superiorità” dice Mariateresa, ed immagino che la nostra superiorità, per lei, sia riconosciuta non vincendo mai premi.

Ecco l’esempio di quanto in Italia il maschilismo sia così radicato che le donne solo le prime portatrici di questa terribile mentalità.

L’unica speranza ci viene da un uomo, Niccolò, che risponde a Mariateresa per farle capire che assurdità abbia detto.

Brava Natalie Portman per essersi fatta portavoce delle donne registe snobbate agli Oscars.

Un po’ meno brave alcune donne italiane che, evidentemente, non hanno ancora colto l’iniquità sociale verso le donne.

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