“Aveva 12 anni. Era un animalino docile.”

Cambiano il nome della via da Indro Montanelli a Destà.

“Aveva 12 anni. Era un animalino docile.”

Questo è ciò che disse Indro Montanelli di Destà, una bambina di 12 anni che il giornalista acquistò nel 1936 per 350 lire, in Abissinia, durante la guerra in Etiopia, e la fece sua moglie.

“Si trattava di trovare una compagna intatta (vergine, ndr) per ragioni sanitarie (in quei Paesi tropicali la sifilide era, e credo che ancora sia, largamente diffusa) e di stabilirne col padre il prezzo. Dopo tre giorni di contrattazioni a tutto campo tornò con la ragazza e un contratto redatto dal capo-paese in amarico, che non era un contratto di matrimonio ma – come oggi si direbbe – una specie di «leasing», cioè di uso a termine.” Raccontò Montanelli: “Aveva dodici anni, ma non mi prendere per un Girolimoni, a dodici anni quelle lì (donne nere, ndr) erano già donne. L’avevo comprata a Saganeiti assieme a un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire. (…) Era un animalino docile, io la misi su un tucul (una capanna di fango e di paglia, ndr) con dei polli. E poi ogni quindici giorni mi raggiungeva dovunque fossi insieme alle mogli degli altri ascari, con la cesta in testa, che mi portava la biancheria pulita.”.

La moglie 12enne, comprata da Montanelli, non appena il giornalista tornò in Italia, fu abbandonata al suo tucul e al suo destino.

In quel periodo vigeva il madamato, un contratto sociale che permetteva al colonizzatore di dominare sull’indigeno, all’uomo di dominare sulla donna, all’adulto sul bambino: gli invasori italiani (soldati ma anche normali cittadini) ottenevano le ragazzine, facendole diventare schiave più che mogli, usandole per prestazioni domestiche e sessuali e poi se ne andavano, lasciandole là, usate e magari incinte coi loro figli.

La scorsa notte, via Indro Montanelli a Palermo è stata trasformata in via Destà dai gruppi Fare Ala, Crvena e H.

Si tratta di “guerriglia odonomastica” per mettere in discussione le figure, quasi esclusivamente maschili, celebrate nella toponomastica, per dare spazio, in vista dell’8 marzo, “alle minoranze, agli oppressi, ai colonizzati e alle donne” dichiarano gli attivisti.

È aperta una raccolta firme che servirà a supportare la richiesta ufficiale al Comune di Palermo per la sostituzione di via Montanelli in via Destà e successivamente per la creazione di targhe permanenti dedicate a Loveth Edwards e Favour Nike Adekunle, altre due donne vittime di violenza.

In Italia, ci sono pochissime vie dedicate alle donne, segno della mentalità storica che ha segnato questo Paese. Cambiare una via da Indro Montanelli a Destà, la bambina che comprò, è un gesto davvero forte, che segna il rispetto per le donne, soprattutto per le vittime delle violenze e della predominanza maschile che nel corso dei secoli le donne di tutto il mondo hanno subito e ancora oggi continuano a subire.

Noi di Ihaveavoice appoggiamo questa iniziativa, invitiamo tutti a condividere questo post e a firmare la petizione attraverso questo link >> http://chng.it/59MNkGnCz8

Più Donne nella toponomastica, ma soprattutto più rispetto per le vittime e nessun perdono per chi ha abusato di donne indifese.

Unite si può!

Ihaveavoice si impegna tutti i giorni nella lotta contro le violenze e disparità di genere, senza scopo di lucro. Sostieni le nostre iniziative con una donazione, anche la più piccola può fare la differenza!

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