L’incubo di Giada, violentata per anni dal parroco che celebra ancora messa.

“L’ho visto nudo con il pene in erezione. Alla fine mi rivestiva lui e mi congedava con la benedizione”.

Don Marino Genova, allora 62enne, parroco della Chiesa SS. Pietro e Paolo di Portoncannone, in Molise, viene denunciato per abusi sessuali da Giada Vitale, allora 17enne. Questo avviene il 3 aprile 2013 dopo 4 anni dal primo abuso, nella sagrestia della Chiesa, quando Giada aveva solo 13 anni.

“Dopo la mia denuncia è iniziato un altro calvario perché il pubblico ministero ha stabilito che si trattava di atti sessuali con minore consenziente anziché violenza su minore. Io avevo 13 anni e lui 58. Non ho mai più avuto un ragazzo, una relazione, anche se adesso mi hanno fatto passare per la prostituta del prete, mentre lui è diventato la vittima” dichiara Giada.

Don Marino è stato condannato in primo grado a sei anni di carcere solo per gli episodi avvenuti quando Giada era 13 enne. Per i successivi 3 anni, Giada viene ritenuta dai giudici ‘consenziente’ e il fascicolo relativo a quel periodo, archiviato.

Non è bastata l’ammissione del sacerdote e nemmeno l’età e il disagio psicologico della vittima per convincere il giudice Daniele Colucci a condannarlo per abusi sessuali su minore.

La ragazzina 14enne, secondo il giudice, era consenziente data la sua mancata reazione e totale sottomissione al prete di ben 45 anni più grande di lei.

Non solo, dopo la denuncia di Giada al Vescovo, Don Marino non viene interdetto, ma viene solamente spostato in un’altra parrocchia, a Termoli.
Servirà la denuncia penale, fatta sei mesi dopo, per costringere la Congregazione della Dottrina della Fede ad aprire un processo che porta alla sospensione “a divinis” per soli due anni.

Da questa terribile storie emergono dei fatti agghiaccianti:

  1. La chiesa, appena arrivata la denuncia della ragazzina, non ha subito interdetto il parroco, lo ha solo spostato in un’altra parrocchia ed oggi continua a fare messa.
  2. Il giudice (naturalmente uomo) ritiene che una ragazzina di 14 anni fosse consenziente, ossia provasse desiderio sessuale, nei confronti di un uomo di ben 45 anni più grande. Il tutto nonostante un palese disagio psicologico derivante anche dalla perdita del padre e della nonna.

È evidente che ci sia qualcosa di estremamente sbagliato nella legge italiana e di come viene applicata.

Non si può restare a guardare questo scempio, dobbiamo fare qualcosa.

Abbiamo lanciato la petizione #maipiùNoa per inasprire le leggi contro i pedofili e stupratore e per prevenire il più possibile questi atti atroci.

Firmate tutti e aiutateci a diffondere questa petizione:http://bit.ly/2MJwksP

Unite, si può!

Crediti video: Fanpage

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