"SE L'È CERCATA"

Dopo i dati dell’Istat (vedi qua) che mostrano un’Italia che ritiene sia colpa delle donne se un uomo le aggredisce, ecco la conferma venire proprio da Facebook.

Ana Maria Di Piazza, la trentenne al terzo mese di gravidanza, è stata uccisa con dieci coltellate dal suo amante, il reo confesso Antonino Borgia (51 anni) a Partinico.

La moglie dell’assassino decide di stare al suo fianco: “Non lo giustifico, ma non lo abbandono”.

Alla notizia, questi i commenti di alcuni utenti, DONNE:

“Bravissima, tuo marito non ha colpa” dice Caterina, e aggiunge “…la colpevole è quella poco di buono che sta nella tomba, che non doveva dare confidenza ad un uomo sposato, perché l’uomo sposato non si tocca, sono delle rovina famiglie che vogliono solo soldi da questi poveri uomini… zocc*le di m.”

“…Ma questa ragazza non sapeva che era sposato?? … Ed è questo il triste risultato: ha messo in ginocchio una madre, una sposa e una figlia… ha distrutto la vita a questo povero uomo” sostiene Medero “…Lui è sempre un uomo, è nella sua natura fare queste proposte, tocca a noi donne dire di NO! …Se l’è cercata!”

Questi i commenti di due DONNE.

Ed infine, come ciliegina sulla torta: Vito Borgia, padre di Antonio, l’assassino, durante la trasmissione Mattino Cinque, ha detto: “Prima di tutto voglio chiedere scusa alla famiglia di Ana perché sono cose che non si devono fare. Sono il papà e l’ho cresciuto con una certa educazione, ma oggi le donne incitano con la parità e fanno andare l’uomo fuori di testa. Si permettono di dire delle cose, volere, pretendere. Ed è quello che è successo a mia figlio”.

“SI PERMETTONO DI DIRE DELLE COSE, VOLERE, PRETENDERE”.

Questa è la mentalità in Italia. Nel 2019.

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